pannelli solari – Zanotti Energy Group https://zanottienergygroup.it Conosciamo bene gli impianti fotovoltaici aziendali. Fri, 25 Feb 2022 11:16:27 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.6 https://zanottienergygroup.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-favicon-32x32.png pannelli solari – Zanotti Energy Group https://zanottienergygroup.it 32 32 Come funziona lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici incentivati e non. https://zanottienergygroup.it/funziona-lo-smaltimento-dei-pannelli-fotovoltaici-incentivati-non/ Fri, 07 Jun 2019 14:18:09 +0000 https://www.zanottienergygroup.it/?p=8479

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici è sempre a carico del produttore che deve seguire un iter* prestabilito per legge e dev’essere un’operazione che va eseguita secondo determinate procedure messe in atto soltanto da soggetti qualificati iscritti al Centro di Coordinamento RAEE.

I pannelli fotovoltaici rientrano tra i RAEE**, occorre dunque seguire le istruzioni operative per procedere al corretto smaltimento dei cosiddetti “Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche”, la cui gestione è oggi disciplinata dalla Direttiva 2012/19/EU, recepita in Italia dal D.lgs. n. 49 del 14 marzo 2014.

Smaltimento pannelli fotovoltaici: differenza tra impianti residenziali e professionali.

La normativa vigente prevede differenti procedure e costi che si differenziano non tanto per la tipologia di utilizzo ma in base alla potenza nominale dell’impianto:

• Pannelli fotovoltaici residenziali sono quelli la cui potenza nominale cumulata è minore o uguale a 10 kWp. Questa tipologia rientra tra i RAEE domestici e in quanto tali, lo smaltimento spetta ai produttori. Nel caso di RAEE domestici non sono previsti costi di smaltimento per i proprietari dell’impianto.

• Pannelli fotovoltaici professionali sono invece quelli la cui potenza nominale cumulata supera i 10 kWp. Questa tipologia di impianti viene considerata RAEE professionali: ciò implica che lo smaltimento può essere effettuato da operatori qualificati. Bisogna quindi rivolgersi alla ditta che ha installato l’impianto o in alternativa a un consorzio qualificato che si occupa dello smaltimento di questo tipo di dispositivi elettronici. Anche se intestati a persona fisica, se superiori ai 10 kWp vengono considerati Professionali.

Per gli impianti entrati in esercizio prima del 12 aprile 2014 la responsabilità di smaltimento e i costi sono a carico dei produttori dei moduli in caso di sostituzione mentre sono a carico del proprietario negli altri casi. Sono sempre a carico dei produttori invece i moduli entrati in esercizio dopo tale date.

Le operazioni di smontaggio dei pannelli sono in ogni caso da effettuare a parte.

Smaltimento dei pannelli solari incentivati con il Conto Energia.

Per tutti gli impianti fotovoltaici incentivati con il Conto Energia, il GSE, nel momento in cui eroga al proprietario l’incentivo previsto, trattiene una parte della somma in previsione del successivo smaltimento dei pannelli.

Questa somma d’incentivo trattenuta, sarà rimborsata totalmente dal GSE una volta che l’impianto sarà correttamente smaltito e sarà inviata allo stesso l’apposita Dichiarazione di Avvenuta Consegna firmata dal responsabile del centro di raccolta autorizzato.

Il meccanismo appena descritto è previsto per chi ha beneficiato degli incentivi previsti dal:

  • I, II, III Conto Energia;
  • IV Conto Energia per impianti entrati in esercizio fino al 30 giugno 2012;
  • V Conto Energia, limitatamente agli impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative e agli impianti a concentrazione.

La somma trattenuta per i pannelli domestici è pari a 12 euro a pannello e viene “congelata” in un’unica soluzione, nel quindicesimo anno di erogazione dell’incentivo previsto.

Per i moduli fotovoltaici professionali, invece, il GSE trattiene 10 euro per ogni pannello di cui si compone l’impianto, in modo frazionato dall’undicesimo al ventesimo anno di incentivazione.

Un discorso diverso, invece, va fatto per chi ha aderito al IV Conto Energia, per impianti avviati dopo il 1° luglio 2012 oppure al V Conto Energia, per impianti non integrati con caratteristiche innovative né con tecnologia a concentrazione. In questo caso, poiché è prevista una convenzione tra il produttore dei moduli fotovoltaici ed un sistema di consorzi che garantisce la gestione a fine vita dei moduli fotovoltaici, il produttore deve garantire le corrette azioni di smaltimento, e pertanto non è prevista alcuna trattenuta sulle somme erogate a titolo di incentivo.

*Qual è il corretto iter di smaltimento dei pannelli fotovoltaici?

Per tutte le tipologie di impianto la normativa prevede un preciso iter di smaltimento:

– Ritiro e raccolta differenziata del materiale;

– Messa in sicurezza dei materiali;

– Trattamento;

– Riciclaggio.

È importante, a tal fine, che l’utilizzatore segua la corretta procedura, e in particolare che compili l’apposita Dichiarazione di Avvenuta Consegna firmata dal responsabile del centro di raccolta autorizzato.

Per tutti i possessori di impianti incentivati, è indispensabile che l’apposita certificazione ritorni al proprietario che la deve inoltrare al GSE per recuperare le somme trattenute nell’erogazione dell’incentivo.

**Cosa sono i RAEE (Rifiuti da apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)?

Tutti gli apparecchi elettrodomestici sono RAEE, quindi “Rifiuti da apparecchiature Elettriche ed Elettroniche”. La normativa prevede un preciso processo di smaltimento, che parte dalla raccolta differenziata e passa per la messa in sicurezza dei materiali, per terminare con il trattamento e il riciclaggio di questi prodotti. Gli impianti di trattamento devono essere certificati ed autorizzati per svolgere questa operazione. L’iter si chiude sempre con il certificato di avvenuta consegna e corretto smaltimento che torna al proprietario.

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Fotovoltaico: arriva dall’Australia il primo impianto solare stampato su plastica https://zanottienergygroup.it/fotovoltaico-arriva-dallaustralia-il-primo-impianto-solare-stampato-su-plastica/ https://zanottienergygroup.it/fotovoltaico-arriva-dallaustralia-il-primo-impianto-solare-stampato-su-plastica/#respond Tue, 16 May 2017 14:27:00 +0000 https://www.zanottienergygroup.it/?p=5921 L’Università di Newcastle in Australia, dopo quasi 10 anni di ricerca nel settore, sta sperimentando e collaudando una nuova tipologia di pannelli fotovoltaici, una vera e propria rivoluzione per l’energia fotovoltaica.

I pannelli verranno stampati, attraverso uno speciale inchiostro elettronico, direttamente su sottili fogli di plastica con un costo di produzione molto basso, si parla di meno di 10 dollari al metro quadrato.

La sperimentazione è stata fatta con un’istallazione di dimensioni reali – 100 metri quadrati sul tetto dell’Università – che ha permesso di collaudare il primo impianto solare stampato. La resa è stata abbastanza elevata da permettere ai ricercatori di segnare sul calendario una data per l’inizio delle operazioni commerciali: l’anno 2020.

La chiave per accedere a questo particolare settore applicativo sarà la velocità di produzione. Paul Dastoor, responsabile del progetto, commenta:

 “Nessun’altra soluzione di energia rinnovabile può essere realizzata più rapidamente, attraverso la nostra stampante di laboratorio siamo in grado di produrre facilmente centinaia di metri di materiale al giorno, con una scala commerciale diventerebbero chilometri. Avendo solo 10 di queste stampanti che operano in maniera ininterrotta, stamperemmo materiale sufficiente per fornire energia a 1000 abitazioni al giorno”.

Se dovesse rivelarsi vincente, questa nuova tecnologia, abbinata anche al peso ridotto dei moduli facilmente trasportabili, permetterebbe la diffusione di energia fotovoltaica a basso costo in qualunque parte del mondo, soprattutto in quei luoghi in cui le strutture non sopporterebbero il peso dei pannelli tradizionali.

Il continuo monitoraggio, ha permesso agli scienziati australiani. di constatare come grandi aree di queste celle solari stampate, rispondano a diverse condizioni ambientali. Il team ha così scoperto che il nuovo fotovoltaico, continua a funzionare costantemente anche in condizioni di scarsa luce e sotto le nuvole, il che significa che gli utenti non avvertiranno cali di produttività. Inoltre, è risultato così sensibile e performante che gli scienziati affermano: “i pannelli fotovoltaici producono minuscole quantità di energia anche al chiaro di luna”.

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100 milioni per il pannello solare flessibile italiano https://zanottienergygroup.it/100-milioni-per-il-pannello-solare-flessibile-italiano/ Mon, 16 Mar 2015 08:16:29 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2649 «Sul mercato globale le idee valgono come i capitali». Una massima di valore, se il capitale di cui si parla equivale a 100 milioni di dollari solo per iniziare, messi in una joint venture paritetica in cui l’apporto dell’altro socio è un’innovazione. Rivoluzionaria, di quelle che promettono di tramutarsi in una miniera d’oro. E che mostrano come il Nordest d’Italia possa ancora rilanciarsi lungo la linea tradizionale della piccola dimensione. Se però lavora sull’innovazione, in modo trasversale con le reti d’impresa e le alleanze con i colossi mondiali. La riprova è il successo di Energyka, piccola azienda di Montebelluna, nel Trevigiano, specializzata nel fotovoltaico di ultima generazione. E la massima è di Rolando Rostolis, 42 anni, che con la sua azienda, per ora sotto i 10 milioni di euro di ricavi, ha conquistato con il brevetto per un pannello solare flessibile il colosso tecnologico asiatico Hiwin, firmando una joint venture con l’azienda di Taiwan Hulket. L’ennesima prova di eccellenza in un settore in cui l’Italia è da sempre all’avanguardia: dai pannelli a doppia faccia che sfruttano l’energia anche sul retro, ai progetti di efficientamento, fino ai centri di ricerca altoatesini.

Un esito che ha dell’incredibile per un’azienda nata solo cinque anni fa. Con un inizio tipicamente veneto. Rostolis, laurea in economia e commercio a Ca’ Foscari, nel 2009 molla il posto di responsabile della sede italiana di una multinazionale tedesca del settore: «Troppe divergenze. Ero interessato alle nuove tecnologie, alle soluzioni flessibili. Pensavo che sarebbe stato il futuro e che mantenere un approccio tradizionale non avrebbe pagato». Chi abbia avuto ragione, cinque anni dopo, pare chiaro. Nasce Energyka, a Montebelluna, che si dedica subito ad impianti con un taglio innovativo. Per dire, i pannelli che lungo il Passante alimentano le idrovore per eliminare l’acqua; o l’impianto fotovoltaico sperimentale sulla copertura di una discarica a Istrana, nel Trevigiano, insieme all’Enea. Il punto d’arrivo, sotto sotto, è ben altro. Mettere a punto un brevetto proprietario di pannello innovativo.

In ricerca gli utili degli ultimi 5 anni

«In ricerca abbiamo reinvestito gli utili degli ultimi cinque anni», dice Rostolis. Con un team di tre ingegneri che ci studiano sopra in parallelo al lavoro di tutti i giorni. Alla fine arriva Prometea, un pannello fotovoltaico flessibile Cgis – ovvero in rame, indio, gallio e selenio –, ecosostenibile perché senza cadmio e piombo. Simile ad una guaina di quelle con cui si impermeabilizzano i tetti. Il primo al mondo dotato di certificazione ecologica. Salvo che costa ormai come quelli tradizionali, con una resa del 20% in più e costi di impianto inferiori del 15-20%. L’unico prodotto di quel livello a quei costi. E i vantaggi vengono moltiplicati con le ricerche ulteriori sviluppate in rete nel consorzio con altre 9 piccole imprese. Che si sviluppano ad esempio, nella collaborazione con la padovana Isocaf, specializzata nelle coperture, nelle soluzioni per l’installazione.

Investimento e produzione a Taiwan

Ormai il pannello rivoluzionario è pronto per essere proposto ai colossi della produzione asiatici. Che capiscono subito il valore di quella soluzione, nonostante sia proposta da un’azienda di nemmeno 10 milioni di euro. Fino ad arrivare alla joint venture paritetica con i taiwanesi di Hulket. «Noi – spiega Rostolis – deteniamo il brevetto e lo sviluppo commerciale mondiale; loro si occuperanno della produzione». Un rapporto alla pari. Salvo che a Taiwan hanno già investito 100 milioni di dollari per l’avvio delle prime due linee di produzione; e puntano al miliardo di dollari per un obiettivo di 22 linee di produzione. Numeri da capogiro. Che per il fondatore di Energyka «dimostrano come sul mercato globale innovazione, brevetti e idee abbiano la stessa importanza di capitale e forza industriale». Un esempio chiaro anche per il Nordest che cerca una via per reinventare il proprio sistema produttivo.

Fonte: Corriere della Sera

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