aumento rinnovabili – Zanotti Energy Group https://zanottienergygroup.it Conosciamo bene gli impianti fotovoltaici aziendali. Mon, 03 Jul 2023 09:31:05 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.6 https://zanottienergygroup.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-favicon-32x32.png aumento rinnovabili – Zanotti Energy Group https://zanottienergygroup.it 32 32 Decreto FER 1: scopri le opportunità per il settore fotovoltaico. https://zanottienergygroup.it/decreto-fer1-opportunita-per-il-settore-fotovoltaico/ Wed, 10 Jul 2019 15:45:44 +0000 https://www.zanottienergygroup.it/?p=8567 Decreto FER 1: scopri le opportunità per il settore fotovoltaico.

La firma del tanto atteso Decreto FER 1 è ufficiale da lunedì 8 luglio e già da oggi è stato reso disponibile il testo firmato dai Ministri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.

Il provvedimento prevede incentivi per il triennio 2019-2021, attraverso l’apertura di procedure di registro per impianti di potenza fino ad 1 MWp e attraverso procedura di asta per impianti oltre 1 MWp.

Il periodo di presentazione delle domande è di 30 giorni decorrenti dalla data di pubblicazione del bando.

La prima pubblicazione è prevista il 30 settembre 2019 sino ad arrivare alla settima del 30 settembre 2021, salvo il raggiungimento del costo annuo medio di incentivi pari a 5,8 miliardi di euro.

IMPIANTI.

Gli impianti interessati sono stati suddivisi in quattro gruppi e sono eolici (Gruppo A e C), fotovoltaici (Gruppo A e A-2), idroelettrici  e a gas residuati dei processi di depurazione (Gruppo B e C).

Vediamo insieme quali le principali opportunità per il settore fotovoltaico, dove potranno accedere agli incentivi esclusivamente queste categorie di impianti

  • di nuova costruzione;
  • superiori ai 20 kWp;
  • non installati a terra in aree agricole.

INCENTIVI.

Come meccanismo di incentivazione sull’energia immessa in rete, alternativo ai regimi RID e SSP, sono state individuate due tariffe di riferimento:

1. TARIFFA OMNICOMPRENSIVA (TO), data da una Tariffa Base (Tb) come dettagliata in tabella a cui si possono sommare i premi evidenziati nel prossimo riquadro (Pr):

TO= Tb + Pr

 

Potenza (kWp) Vita utile dell’incentivo(anni) Tariffa Base (€/MWh)
20 < P ≤ 100 20 105
100 < P ≤ 1.000 20 90
P > 1.000 20 70

 

2. TARIFFA A DUE VIE (T), data dalla differenza tra la Tariffa Base + eventuali premi a cui si sottrae il Prezzo Zonale Orario (Pz) della zona in cui è immessa l’energia elettrica prodotta:

T= Tb + Pr – Pz

Per gli impianti fotovoltaici fino a 250 kWp il soggetto responsabile può scegliere tra una di queste due tariffe, per impianti oltre i 250 kWp è obbligatorio optare per la “tariffa a due vie”

[su_box title=”Sono previsti in aggiunta ai meccanismi di cui sopra dei premi in base alle caratteristiche dell’impianto:” box_color=”#f34104″ radius=”0″]

  • 12 euro/MWh erogati su tutta l’energia prodotta per impianti fotovoltaici installati in sostituzione di coperture in amianto;
  • 10 euro/MWh erogati sulla quota di energia autoconsumata, cumulabile con il premio di cui sopra, per impianti di potenza fino a 100 kW su edifici e con un autoconsumo superiore al 40% della produzione netta [/su_box]

MODALITÀ’ DI ACCESSO AGLI INCENTIVI.

Nel caso di registri (fino ad 1 MW) la graduatoria avrà questi criteri di priorità:

  1. GRUPPO A (eolici e fotovoltaici) realizzati su discariche;
  2. GRUPPO A2 (fotovoltaici con rimozione amianto) realizzati nell’ordine su scuole, ospedali ed edifici pubblici;
  3. Impianti connessi alla rete elettrica e con colonnine di ricarica non inferiore al 15% della potenza dell’impianto e con una potenza non inferiore ai 15 kW;
  4. Aggregati di impianti purché la potenza non sia superiore ad 1 MW;
  5. Maggiore riduzione percentuale della tariffa, proposta volontariamente;
  6. Minor valore della tariffa offerta;
  7. Anteriorità data di completamento della domanda di partecipazione al bando.

Gli impianti devono entrare in esercizio entro 19 mesi dalla pubblicazione della graduatoria, 24 mesi nel caso di sostituzione dell’amianto.

Nel caso delle aste (> 1 MW) il criterio prioritario è il maggior ribasso proposto e gli impianti devono entrare in esercizio entro 24 mesi dalla pubblicazione della graduatoria.

REQUISITI DI ACCESSO e MODALITÀ’ DI PRESENTAZIONE.

Sono richiesti i i titoli abilitativi alla costruzione e all’esercizio dell’impianto ed il preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva. Gli impianti hanno accesso agli incentivi solo se i relativi lavori di realizzazione risultino dalla comunicazione di inizio lavori trasmessa all’amministrazione competente, avviati dopo l’inserimento in posizione utile nelle graduatorie. Il GSE renderà note le modalità di presentazione della richiesta sul proprio portale.

[su_spoiler title=”FAMMI UN ESEMPIO PER FARE CHIAREZZA” style=”fancy” icon=”plus-circle”]

FV 60 kWp con smaltimento amianto e autoconsumo al 60%:

Produzione impianto fotovoltaico = 70.000 kWh/anno

Energia autoconsumata = 42.000 kWh/anno

Energia immessa in rete = 28.000 kWh/anno

Tariffa Omnicomprensiva sull’energia prodotta ed immessa in rete = 10,5 c€/kWh

Incentivo su energia immessa in rete = 10,5 c€/kWh * 28.000 kWh/anno = 2.940 €/anno

Premio amianto sull’energia prodotta = 1,2 c€/kWh * 70.000 kWh/anno = 840 €/anno

Premio autoconsumo sull’energia autoconsumata = 1 c€/kWh* 42.000 kWh/anno = = 420 €/anno

 

Totale incentivo FER = 4.200 €/anno

Risparmio medio in bolletta = 7.560 €/anno

Totale beneficio medio annuo = 11.760 €/anno per un totale di oltre 235.000 € in venti anni.

 

Ipotizzando dei costi medi in base all’attuale andamento di mercato, l’investimento iniziale comporta la seguente spesa:

Impianto “Chiavi in mano”*= 65.000,00 €

Bonifica amianto e realizzazione nuova copertura 350 m2 = 17.000 €

*Restano esclusi i costi annuali di gestione amministrativa e burocratica e di manutenzione.[/su_spoiler]

Zanotti Energy Group è al tuo fianco analizzare tutte le opportunità del Decreto FER e valutare insieme la realizzazione di un nuovo impianto, sino ad arrivare alla presentazione della domanda, compila il form: 

[wpforms id=”8473″] ]]>
Tariffe a copertura dei costi sostenuti dal GSE https://zanottienergygroup.it/tariffe-a-copertura-dei-costi-sostenuti-dal-gse/ Thu, 16 Jul 2015 15:28:22 +0000 https://www.zanottienergygroup.it/?p=3040 1. Tariffe a copertura dei costi sostenuti dal GSE – Scambio sul Posto

Dal 1° gennaio 2015 i soggetti responsabili di impianti che presentino, per almeno un giorno nell’anno di riferimento, una Convenzione valida di Scambio sul Posto – ad esclusione degli impianti di potenza nominale fino a 3 kW – sono tenuti a corrispondere al GSE una tariffa a copertura degli oneri di gestione, verifica e controllo (DM 24/12/2014).

Tale tariffa, che viene applicata con cadenza annuale, è costituita da un corrispettivo fisso per ciascuna Convenzione e da un corrispettivo variabile in funzione della potenza dell’impianto (Allegato 1, punto 4, del DM 24 dicembre 2014), come riportato nella seguente tabella:

tabella sspFonte:GSE

Nei casi in cui lo Scambio sul Posto venga erogato per una pluralità di punti di prelievo e di punti di immissione, si applica un contributo aggiuntivo di 4 €/anno per ogni punto di connessione.

Viene specificato, inoltre, che per il calcolo della tariffa si considera la potenza dell’impianto al 1° gennaio dell’anno di riferimento, oppure, in caso di Convenzioni stipulate successivamente, si considera la potenza dell’impianto al giorno di decorrenza della Convenzione.

2. Tariffe a copertura dei costi sostenuti dal GSE – Ritiro Dedicato

Dal 1°gennaio 2015 i soggetti responsabili di impianti che presentino, per almeno un giorno nell’anno di riferimento, una Convenzione valida di Ritiro Dedicato – ad esclusione degli impianti di potenza nominale fino a 3 kW – sono tenuti a corrispondere al GSE una tariffa a copertura degli oneri di gestione, verifica e controllo (DM 24/12/2014).

Tale tariffa, applicata con cadenza annuale, è differenziata per fonte di alimentazione e viene calcolata sulla base della potenza nominale di ciascun impianto, applicando corrispettivi unitari variabili in funzione degli scaglioni progressivi di potenza (Allegato 1, punto 3 al DM 24/12/2014), prevedendo un importo massimale annuo come indicato nella tabella seguente:

tabella ridFonte:GSE

La tariffa verrà calcolata in base alla potenza dell’impianto al 1°gennaio dell’anno di riferimento, oppure, in caso di convenzioni stipulate successivamente a tale data, a partire dal giorno di decorrenza della Convenzione.

[su_list icon=”icon: warning”]

  • Il GSE rende disponibile annualmente a ciascun soggetto, sul relativo Portale informatico, la fattura con l’importo da riconoscere, in concomitanza con la prima remunerazione dell’energia nell’anno di competenza.
  • La tariffa è riconosciuta al GSE mediante una compensazione finanziaria da applicare al primo pagamento dell’anno e, in caso di incapienza, ai pagamenti successivi. [/su_list]

Fonte:GSE

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Nuove modalità di comunicazione per modifiche effettuate su impianti fotovoltaici https://zanottienergygroup.it/nuove-modalita-di-comunicazione-per-modifiche-effettuate-su-impianti-fotovoltaici-2/ Mon, 08 Jun 2015 15:28:17 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2898 Con il Documento tecnico di riferimento, il GSE ha descritto le nuove modalità e tempistiche che gli Operatori sono tenuti a seguire per la corretta comunicazione di interventi di modifica di impianti fotovoltaici senza rischiare di perdere il diritto agli incentivi in Conto Energia.

Nello specifico, le modifiche (che possono essere di carattere tecnico-progettuale, giuridico, amministrativo e commerciale) devono essere inviate tramite il portale telematico del GSE ad inizio lavori (comunicazione inizio lavori), tramite i moduli resi disponibili dal Gestore stesso. A causa del carattere retroattivo della norma, tutti i produttori che hanno già realizzato interventi devono necessariamente adattarsi alle regole in oggetto per comunicare l’avvenuta modifica.

Nei casi in cui tali modifiche riguardino impianti di potenza incentivata inferiore ai 20 kW o che non abbiano alterato in alcun modo i criteri ed i requisiti grazie ai quali l’impianto era stato ammesso agli incentivi, il GSE ha aggiunto che sarà sufficiente inviare la comunicazione di avvenuta modifica, riservando comunque la facoltà di verificare la documentazione di supporto, qualora emergessero aspetti specifici tali da richiedere un’approfondita valutazione tecnico-amministrativa.

Da cinque anni siamo al fianco dei proprietari di impianti fotovoltaici nella gestione amministrativa e burocratica degli impianti per la produzione di energia pulita. L’esperienza maturata ci pone fra i maggiori esperti nella gestione delle relazioni con tutti i principali enti del settore e al quinto posto come numero di impianti gestiti in Italia. Non esitare a contattarci, tutti i nostri preventivi sono sempre gratuiti e non vincolanti, faremo del nostro meglio per aiutarti a districarti in questo difficile contesto normativo.

Per maggiori informazioni [su_button url=”mailto:commerciale@studioingzanotti.it”]Contattaci[/su_button] ]]> Qualifiche SEU (Sistemi Efficienti di Utenza) https://zanottienergygroup.it/qualifiche-seu-sistemi-efficienti-di-utenza/ Tue, 05 May 2015 17:40:54 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2807 Il Decreto Legislativo 91/2014 convertito in Legge 116/2014 ha stabilito che tutti i proprietari di impianti di produzione di energia derivante da fonti rinnovabili inferiori ai 20 MW, entrati in esercizio entro il 31/12/2014, saranno soggetti al pagamento degli oneri sull’energia autoconsumata oltre che su quella prelevata (una stima prevede che questi oneri saranno pari a circa 50/60 Euro per ogni MWh di energia prodotta ed autoconsumata).

Per ottenere l’esonero del 95% dal pagamento dell’intero importo è necessario fare richiesta ed ottenere dal GSE la qualifica di SEU (Sistema Efficiente di Utenza).

  • Per gli impianti fotovoltaici che usufruiscono di Scambio sul Posto (SSP), il GSE prevede automaticamente la concessione della qualifica. Non è quindi necessario presentare la domanda;
  • Per gli impianti incentivati in V Conto Energia o in Ritiro Dedicato (RID) dovrà essere inviata la richiesta al GSE tramite l’apposito portale.

Scadenze:

  • Se la qualifica viene effettuata entro il 31 Maggio 2015  i benefici avranno effetto retroattivo per l’energia autoconsumata per tutto il corso degli anni 2014 e 2015;
  • Oltre tale data gli effetti saranno applicati a partire dal 1° giorno del mese successivo alla data di presentazione della richiesta.
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Oneri generali: 15 miliardi nel 2015, ma l’aumento rallenta https://zanottienergygroup.it/oneri-generali-15-miliardi-nel-2015-ma-laumento-rallenta/ Thu, 30 Apr 2015 13:15:49 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2803 L’autorità per l’energia ha reso noto alcuni dati interessanti in Commissione Industria del Senato nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui prezzi finali di elettricità e gas.

Gli oneri generali di sistema raggiungeranno i 15 miliardi di euro nel 2015: l’aumento rallenta notevolmente rispetto agli anni precedenti, ma siamo comunque al doppio rispetto ai 7,472 miliardi del 2011.

Il peso di tali oneri neutralizza in gran parte il calo del prezzo dell’elettricità all’ingrosso, che nel primo trimestre del 2015 ha fatto registrare un -12% rispetto al trimestre precedente. Per l’utente domestico gli oneri di sistema ora sono pari al 24% della bolletta (il 32,6% per gli utenti del terziario, secondo l’indice ICET di Confcommercio).

L’aumento è dovuto soprattutto alla componente A3, destinata agli incentivi alle rinnovabili e alle assimilate che è raddoppiata negli ultimi 4 anni. L’aumento di questo valore è però fortemente rallentato dal 2013 al 2014 e rallenterà ulteriormente nel 2015, grazie anche alle misure incluse nel pacchetto taglia-bollette del decreto Competitività, tra cui lo spalma-incentivi fotovoltaico.

Nonostante questo i clienti domestici italiani pagano il kWh meno degli altri europei, grazie alla nostra struttura progressiva della tariffa che premia i consumi sotto i 5000 kWh/annui.

A chi consuma meno di 1.000 kWh/anno, per esempio, l’elettricità costa il 33% e il 38% in meno rispetto alla Germania e alla Spagna rispettivamente. Se il consumo di energia si attesta tra i 2.500 e i 5.000 kWh/anno, invece, la differenza è del 20% in meno delle famiglie tedesche, ma il 3% in più di quelle spagnole.

Discorso diverso se si passa ai consumatori industriali. Nonostante l’Italia abbia i prezzi tra i più alti in Europa, per chi consuma tra 20 e 500 MWh, si è avuta una significativa riduzione rispetto al 2013, specie nei confronti di Germania e Spagna, passati rispettivamente dal 7,6% allo 0,6% e dal 27% al 24%.

(FONTE: Qualenergia)

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Conto energia: invio dichiarazione di consumo per l’energia prodotta nel 2014 https://zanottienergygroup.it/conto-energia-invio-dichiarazione-di-consumo-per-lenergia-prodotta-nel-2014/ Thu, 30 Apr 2015 12:57:40 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2800 Il GSE ha reso noto che la data di scadenza per la presentazione della dichiarazione di consumo per i titolari di impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia di potenza nominale superiore a 20 kW, è stata fissata per il 30 Giugno 2015.

Tale comunicazione, già trasmessa all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli attraverso il servizio telematico EDI, deve essere inviata solamente attraverso il portale FTV-SR. I documenti depositati in cartaceo non saranno presi in considerazione da parte del GSE.

Nella apposita sezione web sono disponibili tutte le informazioni necessarie circa le modalità di invio al GSE dei documenti richiesti. Tali modalità sono da considerarsi valide anche per l’anno di produzione 2015, salvo diverso avviso del GSE pubblicato sul proprio sito internet, prevedendo in tal caso una scadenza per l’invio della dichiarazione di consumo al 30 giugno 2016.

[warning]Gli operatori che hanno già provveduto a fornire la documentazione dell’anno 2014 sul portale FTV-SR non sono tenuti a inviarla nuovamente, salvo esplicite richieste di integrazione da parte del GSE.[/warning]

(Fonte: GSE)

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Un mercato fotovoltaico da 1,5 GW l’anno Italia nella top 10 https://zanottienergygroup.it/un-mercato-fotovoltaico-da-piu-di-1-gw-anno-italia-nella-top-10/ Mon, 23 Mar 2015 08:20:30 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2674 Gli analisti IHS prevedono che il nostro Paese nei prossimi 5 anni installi 8 GW di nuova potenza nel suo mercato fotovoltaico. L’Italia sarebbe così il 7° mercato al mondo. A livello globale da qui al 2019 la potenza cumulativa è prevista in crescita del 177% fino a quasi 500 GW. La domanda potrà contare su un ampio numero di mercati importanti, molti dei quali in grid-parity.

Entro il 2019, la potenza cumulata del mercato fotovoltaico nel mondo crescerà del 177%, arrivando a quasi 500 GW. L’Italia, vecchia gloria del fotovoltaico, resterà nella top 10 dei mercati più importanti. A dirlo è l’ultimo Marketbuzz di IHS, secondo il quale il nostro Paese nei prossimi 5 anni installerà 8 GW di nuova potenza, una media di 1,5 GW all’anno che farebbe dell’Italia il settimo mercato al mondo.

A livello mondiale IHS prevede che da qui al 2019 si installino 318 GW di nuova potenza, un aumento della capacità cumulata del 177%: dai 180 GW di fine 2014 a 498 GW. Nel 2019 si installeranno 75 GW di nuova potenza FV all’anno, il 66% in più rispetto all’anno scorso.

domanda_fotovoltaicoLa crescita del mercato fotovoltaico sarà spinta da un ulteriore calo dei prezzi: solo quello dei moduli cristallini, secondo IHS, scenderà in media da qui al 2019 del 27% fino a 0,45 dollari per watt.
Lo domanda crescerà inoltre in modo più stabile perché potrà contare su un maggior numero di mercati rilevanti: 11 Paesi supereranno un livello di domanda media annua di 1 GW e in molti di questi il FV entrerà nella fase post-incentivi, con l’integrazione del FV nel sistema elettrico, un fattore che aiuterà il mercato ad evitare situazioni di boom-and-bust (espansione e frenata).
Come si evince dal graifico la Cina resterà in testa per volumi circa 85 GW seguita da Giappone (45 GW), Usa (40 GW), Regno Unito (20 GW), Germania (14 GW) e India (13 GW).

 

Fonte: Redazione Qualenergia.it

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L’Onu è per il disinvestimento dalle fossili. https://zanottienergygroup.it/lonu-e-per-il-disinvestimento-dalle-fossili/ Thu, 19 Mar 2015 09:08:43 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2666 “Supportiamo il disinvestimento perché manda un segnale chiaro alle compagnie, specialmente quelle del carbone, che l’era del ‘brucia ciò che vuoi’ non può continuare”. A parlare così è Nick Nuttall, portavoce della Convenzione sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite, l’UNFCC. Per la prima volta l’Onu si schiera apertamente a sostegno della campagna internazionale per spingere istituzioni, fondi pensioni, governi e risparmiatori a disinvestire dagli asset in fonti fossili.

I motivi che stanno dietro alla campagna sono noti e piuttosto semplici: se vogliamo evitare gli effetti più disastrosi del global warming dobbiamo lasciare sotto terra gran parte delle riserve di carbone, petrolio e gas. Secondo le stime dell’International Energy Agency (IEA), se vogliamo avere buone possibilità di fermare il riscaldamento globale entro a soglia critica dei 2 °C, due terzi delle riserve provate di combustibili fossili dovranno rimanere sotto terra. Secondo altri studi, come quello di Carbon Tracker Initative, la quantità di combustibili fossili che non potremo bruciare se vogliamo affrontare seriamente il global warming è addirittura dell’80%.

A rischio, oltre al clima, sono anche i soldi di chi investe: le politiche per il clima e la transizione energetica in atto verosimilmente impediranno di far fruttare adeguatamente gran parte degli asset in miniere e trivelle. È la cosiddetta bolla del carbonio, che potrebbe avere effetti disastrosi anche per l’economia mondiale se questa non si disintossica abbastanza in fretta da carbone, petrolio e gas.

Motivazioni che sembrano condivise dall’UNFCCC: “Tutto quello che facciamo è basato sulla scienza e la scienza ci dice che abbiamo bisogno di un mondo con molti meno combustibili fossili”, commenta al Guardian Nuttal, confermando: “Abbiamo messo a disposizione dei gruppi e delle organizzazioni che stanno disinvestendo la nostra autorità morale di Nazioni Unite. ”Fino ad ora c’era stato, a novembre, un appello agli investitori del segretario generale Ban Ki-moon a “ridurre gli investimenti nell’economia del carbone e delle fossili”, ma l’Onu non era mai arrivata ad appoggiare esplicitamente la campagna per il disinvestimento.

La dichiarazione delle Nazioni Unite si aggiunge a diversi appelli autorevoli ed estranei al mondo dell’ambientalismo o dell’energia rinnovabile che di recente hanno messo in guardia sugli investimenti in fossili, moniti arrivati dal Fondo sovrano norvegese, dalla Banca Mondiale, dalla Banca d’Inghilterra e da voci importanti del mondo della finanza come HSBC, Goldman Sachs e Standard and Poor’s.

La campagna di disinvestimento dalle fossili, cui hanno aderito soprattutto università, chiese ed enti pubblici, verosimilmente non produrrà un impatto economico significativo sugli investimenti in energie fossili: almeno in questa fase, l’attacco è soprattutto sul piano morale e comunicativo. Tuttavia la presa di posizione dell’Onu è sicuramente significativa, ma da un certo punto di vista contraddittoria. L’organismo rappresenta, infatti, le nazioni e proprio gli Stati sono tra i più grandi investitori in fossili: possiedono o controllano indirettamente circa il 72% delle riserve mondiali di petrolio, il 73% di quelle di gas e il 61% di quelle di carbone.

Oltre a questo le nazioni aiutano i privati a trivellare e a scavare. Solo i Paesi del G20, ad esempio, ogni anno destinano 88 miliardi di dollari di denaro pubblico per aiutare le compagnie a sviluppare nuove riserve, nonostante la promessa fatta cinque anni fa di eliminare progressivamente gli aiuti alle fossili a partire proprio da quelli per le esplorazioni, denuncia l’ong americana Oil Change International. I sussidi alle fossili secondo la IEA (che considera solo quelli al consumo) nel 2012 a livello mondiale sono stati pari a 544 miliardi di $, contro i 104 miliardi destinati alle rinnovabili. Il Fondo Monetario Internazionale stima l’aiuto a gas, carbone e petrolio in 1.900 miliardi $/anno.

Secondo un recente studio, che individua le riserve da non estrarre partendo da quelle più climalteranti, costose e problematiche, la Cina e l’India potranno usare solo il 13% delle proprie riserve di carbone, l’EU l’11%, l’Africa il 10%, gli Stati Uniti il 5% e la Russia appena il 3%. Lo scenario che dovrebbe concretizzarsi per il bene del clima sembra cioè decisamente incompatibile con la situazione energetica attuale di molte superpotenze: si pensi alla Cina che nel 2014 ha visto il Pil crescere del 7,4% e che, nonostante gli sforzi in atto, dipende a ancora dal carbone per circa l’80% della sua domanda di energia.

Il supporto dell’ONU alla campagna di disinvestimento dalle fossili è un ottimo segnale: ma ora bisognerebbe che lo ascoltassero gli Stati nazionali. A partire dall’Italia, che con norme come quelle contenute nello Sblocca Italia ribadisce di voler continuare a puntare sulle fonti sporche, dimostrandosi inconsapevole dei rischi ambientali, climatici, sanitari ed economici.

Fonte: Redazione Qualenergia.it

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Incremento domanda e produzione da termoelettrico a febbraio il rapporto Terna https://zanottienergygroup.it/incremento-domanda-e-produzione-da-termoelettrico-febbraio-il-rapporto-terna/ Tue, 10 Mar 2015 01:03:05 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2640 A febbraio 2015, secondo il rapporto mensile Terna, la domanda cresce dello 0,7% rispetto al febbraio del 2014 e la produzione termoelettrica torna a registrare un segno “più”. Forte diminuzione della generazione da idroelettrico, in aumento quella da fotovoltaico. Nel bimestre gennaio-febbraio le rinnovabili coprono il 30,9% della domanda.

A febbraio 2015 la domanda e l’offerta di energia elettrica in Italia, secondo il Rapporto_Mensile_Terna_02-2015 , sono stati caratterizzate da due dati in controtendenza.

La domanda è in aumento dello 0,7% rispetto al febbraio del 2014 (25,2 TWh) e la produzione termoelettrica torna a registrare un segno “più” sullo stesso mese dell’anno prima, +7,5% su febbraio 2014; in quest’ultimo caso va detto che dal 2012 (in 37 mesi precedenti) era accaduto in soli tre mesi, e per incrementi percentuali peraltro irrisori.

In realtà, riguardo alla domanda, se si depura il dato dall’effetto temperatura, questa calerebbe di quasi 0,8% sullo stesso mese di un anno prima, visto che la temperatura media del mese scorso è stata di 2,5 °C inferiore (il numero dei giorni lavorativi è lo stesso).

Sulla produzione termoelettrica va poi aggiunto che quella del febbraio 2014, pari a 13,4 TWh, era stata veramente molto bassa. Secondo Staffetta Quotidiana quest’anno a febbraio la richiesta di gas da parte delle centrali elettriche (1.684 milioni di mc) è stata addirittura maggiore del 18,8% rispetto ad un anno fa, ma comunque inferiore del 10,7% sul 2013.

Negativa la performance a febbraio dell’idroelettrico, -25%, in leggero calo quella eolica, in crescita dell’8,3% quella da fotovoltaico (quasi 1,3 TWh). Il saldo di energia con l’estero è stato negativo: -0,3%.

La quota da rinnovabili per il bimestre gennaio-febbraio 2015 (inclusa la generazione da biomasse inserita da Terna nel termoelettrico) è del 37,4% sulla produzione nazionale e del 30,9% sulla domanda. Entrambe queste percentuali, soprattutto per i circa 2 TWh prodotti in meno quest’anno dall’idroelettrico, sono inferiori a quelle del primo bimestre 2014, rispettivamente 39,5 e 33,3%.

 

09 marzo 2015
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Google investe nel fotovoltaico residenziale https://zanottienergygroup.it/google-investe-nel-fotovoltaico-residenziale/ Mon, 02 Mar 2015 16:46:59 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2622 Il fotovoltaico residenziale, con l’energia prodotta sui tetti sarà sempre più protagonista nei nostri sistemi energetici. E’ così che un colosso come Google non esita oltre a dare un’accelerata ai suoi investimenti nel business del fotovoltaico nel residenziale.

Il gigante di Mountain View infatti ha annunciato un investimento di ulteriori 300 milioni di dollari in SolarCity, una delle aziende più interessanti che opera nel mercato statunitense del rooftop “PV”. Così, spiega l’azienda del fotovoltaico, si aggiungeranno 450 milioni di 4 in debt financing, in un fondo da 750 milioni, che permetterà di installare circa 500 MW di potenza FV in circa 25mila impianti su tetto, senza che i clienti debbano anticipare un solo dollaro.

Google aveva già investito nell’azienda 280 milioni nel 2011 e ora ha deciso di raddoppiare, avevano già investito  su SolarCity soprattutto banche, come CreditSuisse, che vi ha investito 200 milioni$.

L’appoggio di Google per SolarCity anche a livello di pubblicità oltre che finanziariamente è un colpo di fortuna non indifferente. Quanto al colosso della ricerca internet, senza dubbio nei suoi quartieri generali a Mountain View qualcuno ha letto con attenzione  report come quello diffuso a gennaio da Deutsche Bank, nel quale si parla anche di SolarCity e si spiega perché investire nel fotovoltaico distribuito è una scelta quasi ovvia.

Nel giro di 3-4 anni, spiega la banca tedesca, il solare su tetto, potrebbe essere in grid-parity (cioè fornire elettricità a prezzi convenienti rispetto all’acquisto dalla rete anche senza incentivi, come già avviene in diversi Paesi, tra cui l’Italia) nel 50% dei mercati potenziali e nello scenario migliore addirittura nell’80% dei mercati entro la fine del 2017.

Con l’aumento della competitività previsto, stima Deutsche Bank, il total addressable market, cioè il mercato potenziale cui il fotovoltaico residenziale può rivolgersi (diverso dal mercato reale, previsto per il 2015 sui 53-58 GW), passerà in 5 anni dai 140 GW/anno attuali a 260 GW/anno: praterie enormi da conquistare. Per quel che riguarda gli USA, la banca prevede che la grid-parity del FV (tenendo conto delle agevolazioni fiscali dell’Investment Tax Credit) arriverà quasi ovunque (in 47 Stati) entro il 2016.

Alla fine del 2014 Solarcity aveva 190mila clienti. Dal 2006 a ora ha installato poco più di 1 GW di potenza, con altri circa 750 MW prenotati per il 2015 e tassi di crescita anno su anno registrati nel trimestre appena concluso a tre cifre: +110% per l’installato nel residenziale, e solo, si fa per dire, +70% per il segmento commerciale (si veda lettera agli investitori in fondo). L’iniezione di liquidità di Google darà sicuramente un’ulteriore forte spinta.

Interessante (anche se non particolarmente innovativo) è anche il modello di business usato che, come abbiamo scritto di recente, tenta di scostarsi dai sistemi di third party ownership / PPA, cioè nei quali, come nei nostri SEU, l’impianto resta di proprietà di chi lo installa, che poi vende l’elettricità al cliente sul tetto del quale ha montato i moduli.

SolarCity ha adottato una soluzione ibrida tra PPA e leasing. Per prima cosa l’azienda va dal cliente e studia le sue bollette elettriche. Poi gli propone un impianto su misura e gli garantisce, se accetta l’affare, un determinato risparmio in bolletta. L’importo che il cliente pagherà nella nuova bolletta è tarato in modo da garantire da una parte la convenienza economica per il cliente, dall’altra la copertura dei margini per Solarcity e di una quota per il leasing dell’impianto, che dopo 20 anni potrà essere riscattato e diventare di proprietà del cliente.

Ad esempio se prima si spendevano 200 $ al mese di corrente, l’azienda installerà un impianto in grado di ridurre i prelievi dalla rete a 60 $ al mese e farà pagare una bolletta da 160 $ al mese, nei quali 100 $ sono la rata per servizio e impianto.

Per il consumatore ovviamente, a livello economico, l’impianto è più conveniente installarselo a proprie spese, se ha i soldi da investire, ma la formula proposta da SolarCity è attraente perché permette di non anticipare denaro, risparmiare sulla bolletta e delegare all’azienda la responsabilità dell’impianto e garantire, per 20 anni, che produca il più possibile. SolarCity e Google guadagnano grazie alla rata del cliente, alla vendita dell’elettricità con il net-metering e dei Renewable Energy Certificates, una sorta di certificati verdi statunitensi.

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