analisi bollette – Zanotti Energy Group https://zanottienergygroup.it Conosciamo bene gli impianti fotovoltaici aziendali. Fri, 29 Jun 2018 13:09:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.4.6 https://zanottienergygroup.it/wp-content/uploads/2020/07/cropped-favicon-32x32.png analisi bollette – Zanotti Energy Group https://zanottienergygroup.it 32 32 Aumento bollette luce e gas: dal 1° luglio elettricità +6,5% e metano +8,2%. https://zanottienergygroup.it/aumento-bollette-luce-gas-dal-1-luglio-elettricita-65-metano-82/ https://zanottienergygroup.it/aumento-bollette-luce-gas-dal-1-luglio-elettricita-65-metano-82/#respond Fri, 29 Jun 2018 13:09:55 +0000 https://www.zanottienergygroup.it/?p=7646 Rincari del 6,5% per l’energia elettrica e del’8,2% per il gas. Pesa l’aumento del prezzo del petrolio.

Dal 1° luglio arriverà un maxi aumento per le tariffe dell’energia elettrica e del gas che saliranno rispettivamente del 6,5% e dell’8,2%. L’aumento delle tariffe di luce e gas, secondo l’Autorità, dipende dalle «tensioni internazionali e dalla conseguente forte accelerazione delle quotazioni del petrolio, che hanno pesantemente influenzato i prezzi all’ingrosso nel mercato dell’energia».

L’accelerazione si deve proprio alla benzina e al gasolio (prodotti energetici non regolamentati) che dal +5,3% annuo di maggio salgono al +9,4% (la benzina verde segna un incremento annuo del 9,7%, il gasolio del 12,6%). L’aumento dei carburanti, e dei costi di trasporto, ha impattato anche su altre voci sensibili dell’inflazione.

A renderlo noto è l’aggiornamento delle condizioni economiche di riferimento per le famiglie e i piccoli consumatori in tutela per il terzo trimestre 2018 diffuso ieri sera dall’Arera.

Lo “scudo” di Arera.

Per il gas l’impatto sulla spesa per i clienti domestici risulta meno significativo in considerazione dei bassissimi consumi del periodo estivo.

L’aumento per l’elettricità, si spiega, sarebbe stato ancora più consistente in assenza di un importante intervento di “scudo” congiunturale attivato dall’Autorità agendo sugli gli oneri di sistema, il cui valore complessivo per il 2018 è stimato in 14 miliardi di euro.

Per contenere nell’immediato parte degli aggravi sui consumatori, l’Autorità ha deciso infatti di alleggerire in parte il prelievo tariffario degli oneri generali, compensandolo con giacenze-scudo di cassa. La riduzione degli oneri per il trimestre luglio-settembre 2018 dovrà essere reintegrata, con futuri interventi di recupero sulle medesime utenze.

Una misura – sottolinea il comunicato Arera parlando del citato “scudo” – di cui beneficeranno allo stesso modo tutti i consumatori, in tutela e nel mercato libero, resa possibile dalla politica di risanamento finanziario attuata dal Regolatore negli ultimi 7 anni, pur in una traiettoria di triplicazione del fabbisogno degli oneri e che ha consentito di colmare i deficit finanziari presenti nel 2011.

24 euro/anno in più per l’elettricità e 21 per il gas.

Per l’elettricità la spesa (al lordo tasse) per la famiglia-tipo (residente, con 3 kW di potenza impegnata e 2.700 kWh di consumi annui), nell’anno scorrevole (compreso tra il 1° ottobre 2017 e il 30 settembre 2018) sarà di 537 euro, con una variazione del +4,8% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2016 – 30 settembre 2017), corrispondente a un aumento di circa 24 euro/anno.
Nello stesso periodo la spesa della famiglia tipo per la bolletta gas (per consumo di 1.400 metri cubi/anno) sarà di circa 1.050 euro, con una variazione del +2% rispetto ai 12 mesi equivalenti dell’anno precedente (1° ottobre 2016 – 30 settembre 2017), corrispondente a circa 21 euro/anno.

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Energia Reattiva: novità sul calcolo delle penali in bolletta https://zanottienergygroup.it/energia-reattiva-penali-in-bolletta/ https://zanottienergygroup.it/energia-reattiva-penali-in-bolletta/#respond Tue, 26 Jan 2016 13:51:14 +0000 https://www.zanottienergygroup.it/?p=3809 Energia Reattiva: novità sul calcolo delle penali in bolletta

L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas ed il sistema idrico (AEEGSI) con la delibera n. 180 del 2013 ha definito nuove regole riguardo ai prelievi di energia reattiva sul proprio impianto elettrico per i soggetti aventi potenza disponibile superiore a 16,5 kW che prelevano energia reattiva in eccesso rispetto a quanto consentito.

[su_box title=”Cosa si intende per energia reattiva?” box_color=”#4c89da”]L’energia reattiva è quell’energia che viene sempre prelevata dagli impianti elettrici e che, a differenza di quella attiva, non viene trasformata in lavoro. Se prelevata in eccesso comporta problemi sia al proprio impianto sia alla rete di distribuzione.[/su_box]

Il gestore di rete, al fine di ottimizzare la resa delle proprie infrastrutture, deve cercare di contenere il prelievo di questa energia e per questo motivo imputa delle penali per chi preleva energia reattiva in eccesso rispetto a quanto prestabilito. Per stabilire ciò, viene utilizzato un indice chiamato cosfi che mette in relazione l’energia reattiva con quella attiva.

A partire dal 1 gennaio 2016 se verranno pagate le penali per l’energia reattiva quando questa è eccedente del 33% rispetto all’energia attiva che viene prelevata. Fino a fine 2015 invece scattavano penali per l’energia reattiva eccedente il 50% dell’attiva.

Diventa quindi molto importante capire, attraverso un’attenta analisi della bolletta, il valore del costi e quindi l’incidenza delle penali sul totale dell’ammontare, in modo tale da poter trovare una possibile soluzione come il rifasamento dell’impianto elettrico.

La nostra società, perseguendo nell’intento di assistervi nella gestione dell’impianto e semplificarla il più possibile, mette a vostra disposizione il servizio di ANALISI DELLE BOLLETTE.

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Elettricità e la concorrenza sul mercato libero tariffe più care https://zanottienergygroup.it/elettricita-e-la-concorrenza-sul-mercato-libero-tariffe-piu-care/ Fri, 13 Feb 2015 12:10:59 +0000 https://www.studioingzanotti.it/?p=2601 La concorrenza? Nel settore dell’energia non sta funzionando. E non ha portato vantaggi ai consumatori, in particolare alle famiglie e alle piccole e medie imprese. Le quali, passando dal mercato tutelato – dove i prezzi nella parte relativa alla materia prima sono fissati ogni tre mesi dall’Authority – al mercato libero, hanno pagato bollette più care fino al 15-20 per cento.
A sostenerlo è la stessa Autorità per l’energia e il gas, nell’annuale monitoraggio “retail” relativo agli anni 2012-13. Un rapporto non certo lusinghiero per quanto accaduto nel settore dopo la liberalizzazione. Lo sostengono i numeri: i vantaggi delle privatizzazioni sono andati, soprattutto, ai cosiddetti energy-intensive, le aziende che acquistano grandi partite di elettricità/gas e possono contrattare prezzi più vantaggiosi.
Non è così per le famiglie e per le Pmi, che trovano più conveniente rimanere sotto la “tutela”. Lo dimostra il fatto che solo il 25 per cento dei clienti domestici ha scelto il passaggio al libero mercato nel settore elettrico e ancora meno, il 22 per cento, nel gas. Secondo l’Autorità, i clienti sono ancora “poco consapevoli dei meccanismi delle offerte”. Da qui la richiesta che l’Authority rivolge alla politica: “Mantenere ancora attivi, per entrambi i settori, gli strumenti e regimi di tutela, pensando piuttosto a un percorso, una road map per il loro progressivo superamento.
Di più: l’Autorità è convinta che – così stando le cose – i consumatori siano impreparati al passaggio di tutti i clienti al mercato libero, uno “switch” che dovrebbe avvenire già a partire dal prossimo mese di giugno per il gas e dodici mesi dopo per l’elettricità. “Nell’ambito di tale processo – si legge in una nota – è fondamentale evitare che l’accelerazione della transizione al mercato libero sia caratterizzata da massicci trasferimenti di ricchezza dai clienti finali ai venditori del mercato libero”. Questo potrebbe accadere “qualora la rimozione dei sistemi di tutela avvenisse in modo repentino, consentendo ai venditori esistenti di innalzare i prezzi senza che i clienti finali possano reagire tempestivamente, sia per l’elevata concentrazione dell’offerta, sia per la mancanza di consapevolezza circa i benefici di prezzo ottenibili attraverso il cambio di venditore”.
La concorrenza non è servita nemmeno ad aprire il mercato. Il primo operatore elettrico (Enel) detiene il 50 per cento dei volumi serviti nel “libero” e i primi tre operatori (Enel, Edison ed Eni) oltre il 70 per cento. “Se confermati, tali livelli di concentrazione – scrive ancora l’Autorità – in caso di riduzione dei clienti in tutela risulterebbero critici per una piena concorrenza. Nonostante tutto ciò. il tasso di switching in Italia è superiore alla media europea, almeno per quanto riguarda il 2013: il tasso è del 7,6%, contro il 5,6% della media europea.
Nel settore del gas, prevalgono gli operatori su base regionali, in pratica le utility controllate dai Comuni. Nel 2012-2013, solo 4 venditori hanno quote di mercato di mercato significative in più di 5 regioni e di questi solo 2 sono presenti in più di 15 regioni. Per di più, nel 2013 oltre il 94% dei volumi di gas sono stati consegnati in regioni dove i venditori tradizionali hanno una quota di mercato complessivamente superiore al 75%. Nel caso del metano, il tasso di passaggio dalla tutela al libero mercato è in linea con la media Ue: nel 2013 è stata attono al 5,5%. Nel settore del gas, l’Autorità non ha rilasciato cifre ufficiali. Ma stando al parere degli operatori, passare dal tutelato al libero potrebbe costare fino a una media del 7-8 per cento in più.
Tra l’altro, con la recessione aumentano le persone che non sono in grado di pagare le bollette. Le richieste di sospensione del servizio elettrico per morosità “anche a causa della crisi economica, risultano su livelli elevati e in moderata crescita”. Lo dice l’Autorità per l’energia nel Monitoraggio retail: in particolare, nel 2012 le richieste per le famiglie sono state 1,608 milioni, che nel 2013 sono cresciute a 1,76 milioni (+9%).

Fonte Repubblica.it

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